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LA MASCHERA di Nicola Marchetti Scena 1= NOTTE. ESTERNO. PORTA AD ARCO INFERIORE DI UN BORGO MEDIEVALE, INGRESSO DEL PAESE. CAMPO LUNGO- MdP in piano sequenza dall’interno delle mura e del paese verso la strada principale all’esterno. Luce tenue e soffusa, irradiata da lampioni neri in ferro battuto appena visibili. Silenzio, totale immobilità per alcuni secondi poi… Rumore in sottofondo di un veicolo, che aumenta d’intensità, sino all’arrivo di un autobus di linea che accosta poco distante alla porta del borgo, lungo la strada principale. La luce gialla intermittente dell’indicatore di direzione destro del veicolo squarcia la penombra, proiettando ad ogni lampeggio l’ombra lunga di un individuo che si muove in direzione della MdP. Dall’autobus è sceso un uomo, di cui s’intravedono i contorni. Le porte del mezzo si richiudono, l’autobus riparte. Di nuovo penombra e silenzio. L’uomo cammina lentamente sino al punto più luminoso, sotto l’arco. CAMPO RAVVICINATO- L’uomo è robusto e alto, sulla quarantina. Indossa una divisa da poliziotto. Nella mano sinistra tiene un’enorme valigia blu; nella destra, con cura, il berretto della divisa. PRIMISSIMO PIANO sul viso- L’uomo alza lo sguardo verso il paese e sospira. Il volto traspare stanchezza, tristezza (rimpianto?). SOGGETTIVA- Campo lungo- Lo sguardo si perde lungo la salita, fra le case, sino ad una svolta a sinistra nel buio. Panoramica che si sofferma brevemente su dettagli delle abitazioni (antichi portoni, le mura usurate dal tempo e simili…) Quindi, PRIMO PIANO - L’uomo sorride, amaramente. Finalmente inizia a salire per la via principale. I battenti delle abitazioni sono chiusi, serrati, mentre l’uomo cammina, guardando lentamente a destra e a sinistra. L’unico rumore, il suono dei passi dell’uomo sui ciottoli, tace, zittito dall’eco lontano della voce di un bambino che chiede aiuto. Sembra provenire dal basso. SOGGETTIVA- Panoramica del pavimento, zoom su di un tombino. L’uomo ricomincia a camminare. La voce non proveniva da lì, era solo il suono di un ricordo… SOGGETTIVA in avanzamento- C’è un vicolo, sulla destra, e un’insegna di legno danneggiata che indica un’osteria. La strada è senza uscita; c’è un cancello di ferro e oltre un giardinetto. Si ode un tonfo- PRIMO PIANO della valigia in terra. PIANO ALL’AMERICANA- L’uomo fruga nella tasca della divisa ed estrae un mazzo di chiavi, poi le ripone. Con l’altra mano fruga nella tasca destra e trova una vecchia chiave arrugginita. SOGGETTIVA- DETTAGLIO della chiave. Penombra oltre il cancello che DISSOLVE LENTAMENTE IN NERO TOTALE… SCENA 2= Ancora notte. Vista del borgo come da foto, poi, tutto in piano sequenza, zoom su un’abitazione in centro con una finestra illuminata. Zoom sulla finestra dalla quale proviene un flash verso la MdP. CAMERA DA LETTO (foto) Primo piano sullo specchio dell’armadio che in movimento creava quel bagliore. L’uomo, in mutande e canottiera, ripone con cura gli abiti all’interno dell’armadio, trovato pulito e ordinato. PANORAMICA- Il letto è rifatto e non c’è polvere sul comodino. Il protagonista, chiudendo l’anta dell’armadio, si specchia. C’è un po’ di pancia ma è ancora in forma. PRIMO PIANO- Passa una mano fra i capelli neri, fissando preoccupato le stempiature. PARTICOLARE di un neo molto visibile sulla guancia sinistra. Siede sul letto e contemporaneamente sente un botto. Si gira spaventato, ma il rumore non proviene dal letto, ancora integro, ma dal battente della finestra, mosso dal vento. Il protagonista si alza, apre la finestra e afferra il battente per serrarlo. L’aria che entra muove l’anta a specchio dell’armadio, che scricchiola lentamente. L’uomo si volta quasi intimorito e con gli occhi socchiusi dal sonno e la stanchezza, crede di vedere un riflesso di luce prender forma, divenire un’immagine in movimento. SCENA 3= FLASHBACK- GIORNO, ESTERNO, PRATO NEI PRESSI DEL POZZO (FOTO), SUONI E VOCI OVATTATE, COLORI APPENA SFUMATI E’ giorno e c’è un bel sole caldo, forse è estate. Tre bambini ( Circa 12 anni) lasciano cadere con noncuranza le biciclette sul prato. Corrono ridendo verso il pozzo. Uno dei tre ha un neo sulla guancia sinistra e i capelli neri; un altro gli somiglia moltissimo, ma è più alto. La terza è una bambina con i capelli rossi, lunghi, legati in una coda. Il più grande dei tre (quello senza il neo) estrae una limetta e inizia a forzare il lucchetto arrugginito che serra gli sportelli del pozzo. PARTICOLARE DEL LUCCHETTO CHE CEDE- Il bambino con la limetta sorride alla bambina che lo contraccambia adorante. Il bambino col neo li guarda con risentimento. La bambina e il bambino più grande si calano nel pozzo, grazie a dei gradini di ferro che spariscono in basso nel buio, mentre risuona lo splash leggero di piccoli sassi che cadono in acqua. Soggettiva del bambino col neo che vede sparire i due amici nel buio del pozzo. Riappare il bambino più grande che esce dal pozzo e lo sgrida, spintonandolo per farlo scendere. Il bambino più grande dice con scherno: “Avanti fifone! Sei mio fratello o un coniglio?” Poi abbassa il tono e dice con fare complice: “Che figura ci fai con lei?” Il bambino col neo ha paura di scendere, ma alla fine si decide, mentre il fratello controlla da fuori per paura che scappi. Rumore di ferro divelto dalla pietra e grida che sfumano; forte tonfo in acqua. PARTICOLARE del volto terrorizzato del bambino rimasto fuori del pozzo- DISSOLVENZA IN BIANCO… SCENA 4= IL PRESENTE. DI NUOVO CAMERA, AL BUIO. L’uomo si sveglia di soprassalto, fortemente turbato. Accende la bajour. Si alza in piedi e apre la valigia posata vicino al letto. In una tasca c’è un portagioielli di metallo, abbozzato in un angolo. Apre il contenitore. PRIMO PIANO- La mano fruga fra una moneta antica, una fede matrimoniale e alcuni ritagli di giornale. PIANO AMERICANO- L’uomo prende uno dei ritagli e richiude la scatola. DETTAGLIO DI UN ARTICOLO Si legge: ”UN BAMBINO E UNA BAMBINA ANNEGANO NEL VECCHIO POZZO. Un terzo amichetto, il fratello di una delle vittime, salvo perché non era sceso”. L’uomo si avvicina allo specchio e si fissa. Poi, bagna la mano con la saliva. PRIMO PIANO SUL VISO- Con le dita umide sfrega la guancia: DETTAGLIO DEL NEO CHE SI CANCELLA… Fine. |